L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le tabelle ACI 2026, strumento di riferimento per calcolare il fringe benefit legato ai veicoli aziendali e i rimborsi dei costi chilometrici. Le tabelle, diffuse tramite la Gazzetta Ufficiale, permettono di stimare in modo standardizzato il costo di utilizzo di auto, moto, ciclomotori, furgoni e persino caravan. Per aziende, professionisti e dipendenti si tratta di un riferimento fondamentale, soprattutto quando un veicolo viene concesso in uso promiscuo, cioè sia per lavoro che per esigenze personali.
Le tabelle ACI prendono in considerazione numerose voci di spesa, dal carburante alla manutenzione, dall’assicurazione al bollo, fino all’ammortamento del mezzo. Il risultato finale è un valore medio dei costi chilometrici, espresso in euro al chilometro, che viene poi utilizzato per calcolare il fringe benefit tassabile o il rimborso spettante al dipendente. Con le tabelle 2026 si conferma quindi un sistema pensato per semplificare i calcoli e garantire criteri uniformi.
INDICE
- Le nuove aliquote fringe benefit
- Tabelle ACI 2026 e rimborsi chilometrici
- Riduzioni per le bifuel aftermarket
- La vita tecnica della vettura
1. Le nuove aliquote fringe benefit ↑
Il tema dei fringe benefit è stato al centro di diverse modifiche normative negli ultimi anni. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nuove aliquote con un obiettivo chiaro ovvero incentivare l’uso di veicoli meno inquinanti e favorire l’elettrificazione delle flotte aziendali. Le percentuali applicabili oggi sono:
- 10% per i veicoli a trazione esclusivamente elettrica,
- 20% per i veicoli ibridi plug-in,
- 50% per tutte le altre tipologie di alimentazione.
Queste aliquote si applicano ai veicoli di nuova immatricolazione assegnati ai dipendenti sia per esigenze lavorative che personali, con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025. La normativa di riferimento è l’articolo 51 del TUIR, aggiornato dalla Legge 207/2024, che collega direttamente il valore del fringe benefit alle tabelle ACI. In pratica, il beneficio tassabile si calcola applicando la percentuale prevista a una percorrenza convenzionale di 15.000 km annui, valorizzata secondo i costi chilometrici ACI, al netto di eventuali somme trattenute al dipendente.
Costi al chilometro e fringe benefit
Un passaggio importante introdotto di recente riguarda il concetto di “valore normale presunto” dell’uso del veicolo. Questo criterio ha sostituito il vecchio riferimento al costo specifico presunto e rende ancora più centrali le tabelle ACI 2026. Il meccanismo è semplice, infatti si prende il costo chilometrico del veicolo indicato nelle tabelle, lo si moltiplica per 15.000 km e sul risultato si applica la percentuale di fringe benefit prevista in base all’alimentazione. Questo sistema ha il vantaggio di essere trasparente e facilmente verificabile. Inoltre, consente un confronto immediato tra veicoli diversi. Un’auto elettrica, a parità di costi chilometrici, genera un fringe benefit molto più basso rispetto a un’auto tradizionale.
2. Tabelle ACI 2026 e rimborsi chilometrici ↑
Le tabelle sono fondamentali per calcolare i rimborsi chilometrici riconosciuti ai dipendenti che utilizzano il proprio mezzo per trasferte di lavoro. Forniscono una stima media dei costi di esercizio basata su dati tecnici e statistici aggiornati. I consumi di carburante, ad esempio, partono dai valori omologati dalle case automobilistiche, ai quali viene applicato un peggioramento standard del 20% per avvicinarsi a un utilizzo reale. I costi chilometrici sono disponibili per la quasi totalità dei veicoli in commercio. Quando un modello specifico non è presente, l’ACI individua un veicolo equivalente per caratteristiche tecniche e segmento. In casi particolari, è anche possibile richiedere stime personalizzate.
Costi proporzionali e non proporzionali
Analizzando più da vicino la struttura delle tabelle ACI, emerge una distinzione fondamentale tra costi non proporzionali e proporzionali all’uso del veicolo. I primi sono quelli che si sostengono indipendentemente dai chilometri percorsi, come quota interessi sull’investimento del veicolo, bollo auto e assicurazione. I costi proporzionali invece crescono con l’aumentare dell’utilizzo e comprendono voci come carburante, pneumatici, manutenzione e riparazioni. La quota capitale dell’ammortamento rientra proprio in questa seconda categoria.
Tale suddivisione permette di capire meglio come si forma il valore finale del costo al km e perché quest’ultimo non dipende solo dal carburante.
Bollo e assicurazione
Nelle tabelle ACI l’assicurazione è valutata su un profilo medio di automobilista, in classe di merito 14 e residente a Roma. È chiaro che si tratta di un valore indicativo, che può differire dal premio realmente pagato. Proprio per questo, in molti casi è possibile sostituire il dato standard con il costo effettivo sostenuto, rendendo il calcolo più aderente alla realtà. Anche questa flessibilità contribuisce a rendere le tabelle uno strumento affidabile e adattabile a contesti diversi.
Carburante
Il carburante è una delle voci più rilevanti tra i costi proporzionali. Le tabelle ACI partono dai consumi medi omologati e applicano un peggioramento del 20%. Ad esempio, un’auto con consumo dichiarato di 6 l/100 km viene considerata con un valore di riferimento di 7,2 l/100 km. Questo dato viene poi moltiplicato per i prezzi medi dei carburanti, rilevati periodicamente dal Ministero dell’Ambiente. A fine 2025, i valori di riferimento erano:
- benzina 1,72 €/lt,
- diesel 1,70 €/lt,
- GPL 0,69 €/lt,
- metano 1,38 €/kg,
- elettricità 0,43 €/kWh.
Per le auto elettriche, il costo della ricarica è stimato per il 70% su ricarica domestica e per il 30% su rete pubblica.
Cambio gomme
Anche gli pneumatici incidono sui costi chilometrici. Nelle tabelle ACI 2026 la vita utile stimata è di 35.000 km per le auto, 30.000 km per i fuoristrada e 40.000 km per i furgoni.
Il costo di sostituzione viene calcolato partendo dal prezzo di listino, al quale si applica una riduzione media del 15%. È una stima prudente, che tiene conto delle normali politiche di sconto del mercato.
Manutenzione
La manutenzione, ordinaria e straordinaria, comprende sia il costo della manodopera che dei ricambi. Le tabelle ACI considerano un costo orario medio di 40 euro più IVA e si basano su piani di manutenzione pluriennali, sviluppati anche grazie alla collaborazione delle case automobilistiche e di DAT Italia. Per i veicoli omologati come autocarri i costi chilometrici ACI non comprendono l’IVA ma includono il costo del personale viaggiante, rendendo il calcolo coerente con l’uso professionale del mezzo.
3. Riduzioni per le bifuel aftermarket ↑
Per le auto trasformate successivamente in bifuel a GPL o metano, l’ACI prevede riduzioni specifiche dei costi chilometrici stimati:
- segmento B -11% GPL, -9% metano;
- segmento C -10% GPL, -7% metano;
- segmento D -9% GPL, -5% metano.
Queste percentuali si applicano direttamente al costo in euro al chilometro, rendendo le tabelle ACI ancora più precise e aggiornate rispetto alle reali condizioni di utilizzo.
4. La vita tecnica della vettura ↑
Un altro concetto chiave è quello di vita tecnica del veicolo, espressa in chilometri. Si tratta di una stima convenzionale della durata utile del mezzo, utilizzata per calcolare l’ammortamento. I valori variano in base al tipo di veicolo e di motorizzazione:
- auto benzina fino a 1.5 litri, anche ibride 150.000 km;
- auto benzina oltre 1.5 litri, anche ibride 200.000 km;
- auto diesel fino a 1.5 litri 250.000 km;
- auto diesel oltre 1.5 litri 300.000 km;
- auto elettriche 250.000 km;
- furgoni 200.000 km fino a 1 t, 300.000 km tra 1 e 3,5 t.
Questi parametri incidono direttamente sui costi chilometrici e quindi sul calcolo di fringe benefit e rimborsi.


Comments are closed